Mai i Warriors si sarebbero immaginati di arrivare fino a questo punto. I campioni uscenti, dopo aver sancito il record di 73 vittorie in regular season, avevano vinto i primi due episodi della serie contro i Cavaliers con estrema facilità. Poi, dopo aver perso Gara 3, avevano trionfato in Gara 4, dando a tutti l’impressione che la conclusione delle Finals fosse una formalità. E invece così non è stato. Golden State non è riuscita a sfruttare il match point casalingo di Gara 5 né tantomeno quello di stanotte.
In Gara 6 Curry ha lottato come un leone per non far sprofondare Golden State, ma ha commesso il sesto fallo della sua partita, con conseguente espulsione, a 4 minuti e 22 secondi dalla fine dell’ultimo quarto. Dopo il fischio il due volte MVP si è infuriato con gli arbitri e ha lanciato il paradenti verso la prima fila, colpendo un tifoso dei Cavs.
“Dei sei falli che gli hanno fischiato, tre sono totalmente ridicoli,” ha dichiarato Kerr in conferenza stampa. “Non è possibile fischiare dei contatti così leggeri durante le Finals. Ha fatto bene a tirare il paradenti…“. Anche Curry ha ribadito il concetto nelle interviste post-partita: “Non credo di aver commesso fallo né su Kyrie né su LeBron. È stato frustrante essere espulso nel quarto quarto di una partita così importante e non poter dare una mano ai miei compagni“.
Fino al momento dell’espulsione Curry era stato di gran lunga il migliore dei Warriors, realizzando 30 punti e tenendo i suoi in linea di galleggiamento nonostante le difficoltà di Thompson, Barnes e Iguodala. Da valutare per Gara 7 proprio le condizioni di Iguodala, che stanotte ha giocato con dei fortissimi dolori alla schiena.