James Harden. Gara 1 degli Houston Rockets ha un nome e un cognome: il candidato MVP ha realizzato 44 punti per portare il vantaggio della serie in Texas, con una prestazione che negli ultimi 5 minuti del match non ha lasciato scampo agli avversari.
Sul parquet di casa i Rockets partono benissimo con un primo quarto in controllo, per poi farsi raggiungere dai ragazzi di coach Thibodeau nei successivi 12 minuti, fino a scambiarsi i vantaggi per gran parte del match. E’ proprio su questo filo che si apre l’ultimo periodo di gioco: i Timberwolves comandando la partita di un solo punto, ed è qui che il numero 13 ex OKC ha letteralmente trascinato i suoi.
Houston ha costruito un 9-0 di parziale che ha dato la spallata definitiva al match, anche e soprattutto grazie ai 7 punti consecutivi di Harden che ha mostrato tutto il suo repertorio: step-back, triple, penetrazioni con la classe di un MVP, aggiungendo anche una palla rubata e un assist al bacio per Capela, regalando il 101-93 con 3 minuti sul cronometro. Minnesota, fino a quel momento ottima a rimanere in partita anche grazie ai problemi dalla lunga distanza degli avversari, ha risposto con tutte le energie fino a guadagnarsi il tiro che avrebbe potuto mandare la questione ai supplementari: Chris Paul perde palla e regala a Jimmy Butler il tentativo di infilare la tripla del pareggio. Risultato? Palla lontana dal canestro e vittoria dei texani.
Oltre ai 44 punti e 8 assist di Harden c’è un altro protagonista in casa Houston, si tratta di Clint Capela: 24 punti e 12 rimbalzi che gli permettono di vincere la sfida diretta contro Karl-Anthony Towns.
Il centro dei T’Wolves è infatti risultato spento durante questa Gara 1, forse subendo troppo la tensione della post-season, con soli 8 punti, senza mai essere al centro del gioco offensivo dei suoi. È Wiggins, infatti, il miglior marcatore della squadra con 18 punti con 15 tiri tentati dal campo.